Le tue parole rifomentano la mia curiosità.
Pensavo di atterrare a Bangkok e,dopo qualche giorno
ad esplorare la maestosa e controversa capitale del Thai,
partire con un'autolinea per Vientiane,credo una delle
rarissime capitali di uno Stato che si affacciano,poco
strategicamente,sul confine fluviale del suo potente
dirimpettaio siamese. Giorni dopo,eccomi a Luang Prabang.
E lì comincerebbe il nerbo del mio soggiorno laotiano.
Ho bisogno di pace e serenità interiore,il tutto permeato
da un paesaggio che invoglia a lasciarsi scivolare addosso
tutte le ansie che mi porto da sempre.
Dovrò stare attento alle tante mine lasciate ancora seppel-
lite nella terra e testimoni di un evento bellico oramai
passato. Poi ho saputo una notizia inquietante: i Hmong,
quelli che ancora non sono partiti,vengono sistematicamen-
te repressi e perseguitati,vittime dell'odio del regime
laotiano che non gli perdona la passata attività spionisti-
ca in favore degli Americani. Tempi oramai andati per
sempre,ma come ci insegna la perdurante dialettica destra-
sinistra qui da noi,non del tutto,e neanche laggiù...
Poi,spero di poter andare a sud e attraversare il confine
cambogiano e fare rotta al più presto per Angkor Vat.
Ma questa è già un'altra storia....
Glauko